L a sanatoria delle cartelle Equitalia è un provvedimento di cui si discute molto, e interessa molti italiani. In particolare, il condono dovrebbe andare ad interessare le cartelle di importo non superiore ai 300 euro, come previsto dal comma 688 della Legge di Stabilità (o finanziaria).

Tuttavia ci sono alcune precisazioni da fare, perché in realtà non tutti i debiti inferiori alla somma indicata sono compresi nella sanatoria.

CHI NE HA DIRITTO?

La norma si riferisce alle cartelle Equitalia derivanti da ruoli consegnati ai cessati concessionari della riscossione, e, in seguito, ad Equitalia, nel periodo compreso dal 2000 al 2014, il cui valore non superi, appunto, i 300 euro.

La cifra si intende relativa all’importo originario complessivo, a prescindere quindi da aggio esattoriale ed interessi moratori eventualmente maturati successivamente alla notifica. Sono escluse, quindi le cartelle emanate prima dell’anno 2000. Inoltre, le cartelle ricevute nel 2014 non sono ancora incluse nel condono, ma si dovrà attendere ancora tre anni perché ciò accada.

COME ACCEDERE ALLA SANATORIA?

La cancellazione delle cartelle incluse nel condono non è vincolata ad una richiesta da parte del contribuente: infatti, se entro il terzo anno dall’emanazione Equitalia non è riuscita ad ottenere il pagamento, l’annullamento della cartella sarà automatico, poiché la cartella viene considerata direttamente estinta ed inesigibile. Il limite temporale dei tre anni è il motivo per cui chi è interessato da una cartella del 2014 dovrà attendere fino al 2017 per la cancellazione della stessa.

COME VERIFICARE LA PROPRIA POSIZIONE DEBITORIA?

In caso di dubbi, ci si può recare presso una delle sedi Equitalia e verificare il proprio estratto conto, consultabile anche sul sito gruppoequitalia.it, previo accesso all’area privata per cittadini.

COSA DICE LA LEGGE?

La norma di riferimento, al comma 688, recita: “Le quote inesigibili, di valore inferiore o pari a 300 euro, con esclusione di quelle afferenti alle risorse proprie tradizionali di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, non sono assoggettate al controllo di cui al citato articolo 19”.

Inoltre, al comma 684: “Le comunicazioni di inesigibilità relative a quote affidate agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2014, anche da soggetti creditori che hanno cessato o cessano di avvalersi delle società del Gruppo Equitalia, sono presentate, per i ruoli consegnati nell’anno 2014, entro il 31 dicembre 2017 e, per quelli consegnati negli anni precedenti, per singole annualità di consegna partendo dalla più recente, entro il 31 dicembre di ciascun anno successivo al 2017.

Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono regolate le modalità per l’erogazione dei rimborsi all’agente della riscossione, a fronte delle spese di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze 21 novembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2001, concernenti le procedure esecutive effettuate dall’anno 2000 all’anno 2010, da corrispondere in quote costanti e tenuto conto dei tempi di presentazione delle relative comunicazioni di inesigibilità”.


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Avv. Claudio Fatta
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